Legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (LIFD)

LIFD·642.11

Art. 58 In generale

1 Costituiscono utile netto imponibile:

a.
il saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto dell’anno precedente;
b.
tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese riconosciute dall’uso commerciale, in particolare:
le spese di fabbricazione, d’acquisizione e di miglioramento di immobilizzi;
gli ammortamenti e gli accantonamenti non giustificati dall’uso commerciale;
i versamenti nelle riserve;
i versamenti sul capitale proprio mediante risorse della persona giuridica, sempre che non provengano da riserve imposte come utile;
le distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall’uso commerciale;
c.
i ricavi non accreditati al conto profitti e perdite, compresi gli utili in capitale, di liquidazione e di rivalutazione, fatto salvo l’articolo 64. ...132

2 L’utile netto imponibile delle persone giuridiche che non tengono un conto profitti e perdite è determinato applicando per analogia il capoverso 1.

3 Le prestazioni che imprese miste di interesse pubblico procurano in modo preponderante a persone a loro vicine devono essere stimate al valore di mercato, al loro prezzo di costo aumentato di un margine adeguato o al loro prezzo di vendita finale diminuito di un margine di utile adeguato; il risultato di ciascuna impresa è adattato di conseguenza.

132 Per. abrogato dal n. I 2 della LF del 28 set. 2018 concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS, con effetto dal 1° gen. 2020 (RU 2019 2395 2413; FF 2018 2079).

Case law2022-11-24

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 58 cpv. 1 lett. b LIFD, che definisce come utile netto imponibile i prelevamenti effettuati prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati a coprire spese riconosciute dall'uso commerciale, includendo distribuzioni palesi o dissimulate di utili e prestazioni a terzi non giustificate. Nel caso specifico, il tribunale ha confermato la decisione della Camera di diritto tributario del Cantone Ticino, ritenendo che le riprese fiscali per spese amministrative eccessive (2011-2014) e per consulenze B.________ (2013) fossero giustificate. Per le spese amministrative, il tribunale ha accettato il riferimento al tariffario SVIT (5% dei ricavi da affitti) con un supplemento di CHF 20'000, ritenendo che la contribuente non avesse fornito prove sufficienti per contestare tale determinazione. Per le consulenze B.________, il tribunale ha rilevato che la documentazione presentata non dimostrava un legame sufficiente tra le prestazioni della B.________ e i mandati di gestione ottenuti nel 2017, confermando così la ripresa fiscale. Il tribunale ha inoltre sottolineato che il contribuente non ha dimostrato un arbitrio nell'accertamento dei fatti da parte delle autorità fiscali, vincolando così il Tribunale federale ai fatti accertati dalla Corte cantonale.

distribuzione dissimulata di utili
spese amministrative
consulenze
onere della prova
arbitrio
tariffario SVIT
documentazione insufficiente
Case law2021-03-03

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 58 cpv. 1 LIFD in relazione alla tassazione dei redditi derivanti da distribuzioni dissimulate di utili. La Corte ha confermato che una distribuzione dissimulata di utili sussiste quando una società accorda una prestazione senza adeguata controprestazione a un azionista o a una persona vicina, in modo non conforme alle condizioni di mercato, e ciò è riconoscibile dagli organi societari. Il fisco deve provare la sproporzione tra prestazione e controprestazione, mentre spetta al contribuente dimostrare il contrario se il fisco ha fornito indizi sufficienti. Nel caso specifico, il Tribunale ha ritenuto che la Corte cantonale avesse correttamente accertato l'esistenza di distribuzioni dissimulate di utili basandosi su prove documentali e indizi, respingendo le critiche del ricorrente per mancanza di motivazione sufficiente e per il mancato rispetto dei termini procedurali.

distribuzione dissimulata di utili
onere della prova
tassazione d'ufficio
procedura tributaria
diritto di difesa
apprezzamento delle prove
violazione del diritto
Case law2020-07-08

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 58 cpv. 1 LIFD in relazione alla questione se il ricorrente avesse beneficiato di distribuzioni dissimulate di utili dalla società G.________SA, qualificandosi come azionista o persona vicina. La Corte ha confermato la decisione cantonale, ritenendo che i presupposti per una distribuzione dissimulata di utili fossero soddisfatti, in particolare evidenziando la prossimità dell'azionariato tra le società coinvolte e la mancanza di controprestazioni adeguate. La Corte ha inoltre rilevato che il ricorrente non aveva fornito prove sufficienti per contestare gli accertamenti fiscali, confermando così l'aggiunta di redditi imponibili per gli anni 2007 e 2008.

distribuzione dissimulata di utili
azionista
persona vicina
reddito imponibile
prova fiscale
diritto di essere sentito
arbitrio
Case law2020-01-30

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 58 cpv. 1 LIFD in relazione alla vendita di immobili da parte della società ricorrente a una persona vicina a un prezzo inferiore al valore venale, qualificando tale operazione come una distribuzione dissimulata di utili. La Corte ha confermato che una distribuzione dissimulata sussiste quando una società fornisce una prestazione senza adeguata controprestazione a un azionista o a una persona vicina, riconoscibile come vantaggiosa per gli organi societari. Nel caso specifico, il fisco ticinese aveva corretto il valore di alienazione basandosi su una media di tre valori, di cui due (fr. 1'089'795.92 e fr. 1'297'916.67) derivati da transazioni comparabili nello stesso condominio, mentre il terzo (fr. 1'331'250) calcolato in base al valore delle cartelle ipotecarie. Il Tribunale federale ha ritenuto validi i primi due metodi, conformi al principio della piena concorrenza, ma ha escluso il terzo, ritenendolo non conforme ai metodi riconosciuti, e ha pertanto parzialmente accolto il ricorso, ordinando una nuova tassazione basata solo sui primi due valori.

distribuzione dissimulata di utili
valore venale
principio della piena concorrenza
metodo comparativo
cartelle ipotecarie
dovere di collaborazione
nuova tassazione
Case law2019-12-09

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 58 cpv. 1 LIFD in relazione alla distribuzione dissimulata di utili da parte delle società che gestivano C.________ e D.________, confermando che le condizioni per tale riconoscimento erano soddisfatte. La Corte ha stabilito che una distribuzione dissimulata di utili si verifica quando una società fornisce una prestazione senza adeguata controprestazione a un azionista o a una persona vicina, in condizioni non applicabili a terzi, e ciò è riconoscibile dagli organi societari. Il fisco ha dimostrato con prove sufficienti la sproporzione tra prestazione e controprestazione, spettando ai contribuenti dimostrare il contrario, cosa che non è avvenuta. Il Tribunale ha inoltre confermato la quantificazione dei redditi percepiti dagli azionisti, basandosi sulla ricostruzione precisa e documentata della DAPI, e ha respinto le critiche generiche dei ricorrenti, ritenendole insufficienti a dimostrare una violazione dell'art. 9 Cost. nell'accertamento dei fatti o nell'apprezzamento delle prove.

distribuzione dissimulata di utili
redditi imponibili
onere della prova
apprezzamento delle prove
violazione dell'art. 9 Cost.
quantificazione dei redditi
ricorso in materia di diritto pubblico
Case law2019-09-10

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 58 cpv. 1 lett. b LIFD, stabilendo che una distribuzione dissimulata di utili si verifica quando una società fornisce una prestazione senza una controprestazione adeguata a un azionista o a una persona vicina, in cui il vantaggio è riconoscibile dagli organi societari. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la sussistenza di distribuzioni dissimulate per i versamenti su un conto privato, le fatture non saldate e l'uso privato di beni aziendali, ritenendo plausibile l'accertamento dei fatti da parte dell'autorità cantonale, salvo per l'importo di fr. 4'950.-- relativo all'uso di auto aziendali nel 2014, annullato per mancanza di motivazione sufficiente.

distribuzione dissimulata di utili
prestazioni valutabili in denaro
dovere di fedeltà
onere della prova
apprezzamento delle prove
violazione dell'art. 9 Cost.
motivazione insufficiente
Case law2014-03-04

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 58 cpv. 1 LIFD in relazione alle operazioni di acquisto di un credito e di azioni da parte della ricorrente A.A.________, moglie di un membro del consiglio di amministrazione delle società coinvolte. La Corte ha confermato la qualificazione di queste operazioni come distribuzioni dissimulate di utili, poiché la ricorrente ha beneficiato di prestazioni sproporzionate rispetto alla controprestazione fornita, sfruttando la sua posizione privilegiata e la conoscenza dei valori effettivi dei beni acquisiti. La Corte ha ritenuto che le condizioni per il riconoscimento di una distribuzione dissimulata di utili fossero soddisfatte, nonostante l'acquisto fosse avvenuto tramite aste pubbliche, in quanto la ricorrente era in una posizione unica che le permetteva di avvantaggiarsi in modo non equo. Pertanto, il ricorso è stato respinto.

distribuzione dissimulata di utili
prestazioni valutabili in denaro
posizione privilegiata
aste pubbliche
controprestazione sproporzionata
controllo societario
violazione del diritto fiscale
Case law2012-05-29

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 58 cpv. 1 LIFD in relazione alla vendita di un immobile da parte della F.________ SA ai figli dell'azionista e amministratore unico A.A.________ a un prezzo inferiore al valore di mercato. La Corte ha confermato la qualificazione della transazione come distribuzione dissimulata di utili, poiché la società ha ceduto l'immobile senza una contropartita equivalente, avvantaggiando indirettamente l'azionista attraverso i figli ('teoria del triangolo'). Il Tribunale ha ritenuto che l'accertamento dei fatti da parte dell'autorità cantonale non fosse arbitrario e che la mancata menzione del passivo del conto corrente azionisti nell'atto notarile originale, unitamente alle dichiarazioni fiscali e alla contabilità della società, confermasse l'assenza di una controprestazione adeguata. Pertanto, il ricorso è stato respinto, confermando l'aggiunta di fr. 395'000.-- al reddito imponibile dei ricorrenti.

distribuzione dissimulata di utili
prezzo di favore
teoria del triangolo
contropartita equivalente
valore di mercato
contabilità societaria
arbitrio nell'accertamento dei fatti
Case law2009-07-24

Il Tribunale federale ha analizzato l'art. 58 cpv. 1 LIFD, stabilendo che l'utile netto imponibile delle persone giuridiche include distribuzioni palesi o dissimulate di utili e prestazioni a terzi non giustificate dall'uso commerciale. Una distribuzione dissimulata di utili si verifica quando una società fornisce un vantaggio a un azionista o a una persona vicina senza una contropartita equivalente, riconoscibile dagli organi societari. Nel caso concreto, la società A.D.________SA aveva rinunciato a utili in favore della società Fratelli A.________, controllata dagli stessi soci, operando in concorrenza diretta e senza giustificazione commerciale. Il Tribunale ha confermato l'aggiunta di tali utili all'imponibile della società ricorrente, ritenendola una distribuzione dissimulata ai sensi dell'art. 58 cpv. 1 LIFD.

distribuzione dissimulata di utili
utile netto imponibile
prelevamento anticipato dell'utile
rapporti di partecipazione
concorrenza tra società
vantaggio ingiustificato
contropartita equivalente
Case law2009-05-19

Il Tribunale federale ha analizzato l'applicazione dell'art. 58 cpv. 1 LIFD nel contesto di bonus versati da una società ai suoi amministratori e dipendenti, che erano anche azionisti o persone a loro vicine. La Corte ha stabilito che tali bonus, qualificati dall'autorità fiscale come distribuzioni dissimulate di utili, non potevano essere considerati salario determinante ai fini dei contributi sociali, poiché trovavano la loro giustificazione nella qualità di azionista dei destinatari e non nell'attività lavorativa svolta. La decisione sottolinea che le autorità AVS non sono vincolate alla qualifica fiscale, ma devono evitare divergenze ingiustificate con essa, rispettando il principio di unità dell'ordinamento giuridico. Nel caso specifico, la Corte ha ritenuto che i bonus ripresi dall'autorità fiscale non fossero giustificati da criteri commerciali e che la loro qualifica come salario determinante da parte delle autorità AVS costituisse una violazione del diritto federale, accogliendo quindi il ricorso per la restituzione dei contributi sociali versati.

distribuzione dissimulata di utili
salario determinante
reddito da capitale
contributi sociali
qualifica fiscale
principio di unità dell'ordinamento
restituzione contributi