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Legge federale dell'11 aprile 1889 sulla esecuzione e sul fallimento (LEF)

LEF·281.1

a. In generale
Art. 95

1 Si devono pignorare in primo luogo i beni mobili, compresi i crediti e le pretese limitatamente pignorabili (art. 93). Sono pignorati anzitutto gli oggetti di commercio quotidiano, ma i meno necessari prima degli indispensabili.216

2 I beni immobili possono essere pignorati soltanto in quanto quelli mobili non bastino a coprire il credito.217

3 Da ultimo sono pignorati gli oggetti colpiti da sequestro, quelli indicati dal debitore come appartenenti a terzi e quelli rivendicati da terzi.

4 Ove siano pignorate provviste di foraggi, si dovrà pignorare, a richiesta del debitore, anche una corrispondente quantità di bestiame.

4bis L’ufficiale può scostarsi da quest’ordine qualora le circostanze lo giustifichino o se il creditore e il debitore di comune accordo lo richiedono.218

5 In ogni caso il funzionario deve conciliare, per quanto sia possibile, gli interessi del creditore e quelli del debitore.

216 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).

217 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).

218 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).

Case law2020-09-04
art. 95 (5) LEF

in

5A 960/2019

Il Tribunale federale ha esaminato la legittimità del pignoramento di certificati azionari anziché di una quota di comproprietà immobiliare, ai sensi dell'art. 95 cpv. 5 LEF. Il tribunale ha confermato che la LEF stabilisce un ordine gerarchico per il pignoramento, privilegiando prima i beni mobili, poi quelli immobili, e infine i beni sequestrati o rivendicati da terzi, a meno che circostanze specifiche non giustifichino una deroga (art. 95 cpv. 4bis LEF). Il Tribunale di appello aveva correttamente applicato tale ordine, ritenendo che il pignoramento delle azioni fosse giustificato dalla mancanza di redditi dimostrati dal debitore, dall'assenza di danni verosimili derivanti dalla vendita delle azioni, e dalla maggiore complessità e durata della realizzazione della quota immobiliare. Il Tribunale federale ha ribadito che l'interesse del creditore prevale su quello del debitore, salvo che quest'ultimo dimostri interessi chiaramente preponderanti, e ha confermato la decisione del Tribunale di appello come conforme al diritto.

art.95 (1-3) LEF art.95 (4bis) LEF art.3 ODiC art.105 (1-2) LTF art.106 (1) LTF art.97 (1) LTF art.42 (1-2) LTF
pignoramento
beni mobili
beni immobili
interesse del creditore
ordine gerarchico
margine di apprezzamento
realizzazione forzata
Case law2020-09-04
art. 95 (4bis) LEF

in

5A 960/2019

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 95 cpv. 4bis LEF, che consente all'ufficiale di esecuzione di derogare all'ordine gerarchico di pignoramento previsto dalla legge (prima beni mobili, poi immobili, infine beni sequestrati o rivendicati da terzi) se le circostanze lo giustificano o se debitore e creditore concordano. Nel caso in esame, il Tribunale ha confermato la decisione del Tribunale di appello, che aveva ritenuto non sussistere condizioni tali da giustificare una deroga all'ordine legale, poiché il pignoramento dei certificati azionari (beni mobili) era conforme alla legge e non vi erano elementi che dimostrassero un interesse preponderante del debitore a pignorare invece la quota di comproprietà immobiliare. Il Tribunale ha inoltre rilevato che il creditore ha un interesse preminente alla rapida soddisfazione del credito, e che il debitore non ha fornito prove sufficienti di un danno grave e irreparabile derivante dal pignoramento delle azioni. Pertanto, la decisione del Tribunale di appello è stata confermata come conforme al diritto.

art.95 (1-3) LEF art.95 (5) LEF art.3 ODiC art.105 (1-2) LTF art.99 (1) LTF art.106 (1-2) LTF art.97 (1) LTF
pignoramento
ordine gerarchico
beni mobili
beni immobili
interesse del creditore
interesse del debitore
deroga all'ordine legale
Case law2020-09-04
art. 95 (1-3) LEF

in

5A 960/2019

Il Tribunale federale ha esaminato la legittimità del pignoramento di certificati azionari anziché di una quota di comproprietà immobiliare, ai sensi dell'art. 95 cpv. 1-3 LEF. La corte ha confermato che la LEF stabilisce un ordine gerarchico per il pignoramento: prima i beni mobili, poi quelli immobili (se i mobili sono insufficienti) e infine i beni sequestrati o rivendicati da terzi. Il Tribunale di appello aveva correttamente applicato questo ordine, ritenendo che non sussistessero circostanze giustificanti una deroga (art. 95 cpv. 4bis LEF), poiché il pignoramento delle azioni era conforme all'interesse preminente del creditore a una rapida soddisfazione del credito. Il ricorrente non ha dimostrato un danno grave o irreparabile derivante dalla scelta dell'ufficio esecutivo, né ha contestato efficacemente la valutazione del Tribunale di appello. Pertanto, la decisione è stata confermata come conforme al diritto.

art.95 (4bis) LEF art.95 (5) LEF art.3 ODiC art.105 (1 e 2) LTF art.106 (1) LTF art.97 (1) LTF art.42 (1 e 2) LTF
pignoramento
beni mobili
beni immobili
ordine gerarchico
interesse del creditore
margine di apprezzamento
ricorso inammissibile
Case law2015-07-14
art. 95 (4bis) LEF

in

5A 887/2014

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 95 cpv. 4bis LEF, che consente all'ufficiale esecutivo di scostarsi dall'ordine gerarchico di pignoramento previsto dalla legge se le circostanze lo giustificano o se creditore e debitore si accordano. Nel caso in esame, il Tribunale ha confermato la decisione del Tribunale di appello, rilevando che l'Ufficio esecuzione e fallimenti (UEF) aveva agito conformemente all'ordine legale, poiché non sussistevano circostanze giustificative per deviare dall'ordine stabilito dall'art. 95 cpv. 1-3 LEF. Il ricorrente non aveva dimostrato l'arbitrarietà del pignoramento né fornito motivi validi per preferire l'immobile da lui proposto, già pesantemente ipotecato, rispetto a quello pignorato, che offriva un margine per saldare il debito. Pertanto, il ricorso è stato respinto.

art.95 (2) LEF art.95 (5) LEF art.95 (1) LEF art.17 (1) LEF art.95 (3) LEF art.68 (1) LTF art.66 (1) LTF
pignoramento
ordine gerarchico
potere di apprezzamento
interessi del creditore
arbitrarietà
ipoteca
procedura esecutiva
Case law2015-07-14
art. 95 (1) LEF

in

5A 887/2014

Il Tribunale federale ha esaminato la legittimità del pignoramento di un immobile di proprietà del ricorrente, A.________, nell'ambito di una procedura esecutiva avviata dalla ex moglie B.________. Il ricorrente contestava la scelta dell'Ufficio esecuzione e fallimenti (UEF) di pignorare un immobile gravato da ipoteche e da un diritto d'usufrutto a favore della madre, anziché un altro immobile in comproprietà con la ex moglie. Il Tribunale ha confermato la decisione cantonale, rilevando che il pignoramento era conforme all'ordine gerarchico stabilito dall'art. 95 cpv. 1 LEF, che prevede il pignoramento prima dei beni immobili e solo in mancanza di beni mobili sufficienti. Il Tribunale ha inoltre respinto le censure del ricorrente, sottolineando che non sussistevano circostanze che giustificassero una deroga all'ordine legale (art. 95 cpv. 4bis LEF) e che l'esercizio del potere di apprezzamento dell'UEF non era arbitrario. Il ricorso è stato quindi respinto nella misura in cui era ammissibile.

art.105 (1 e 2) LTF art.106 (1) LTF art.97 (1) LTF art.42 (1 e 2) LTF art.95 LTF art.100 (2 lett. a) LTF art.74 (2 lett. c) LTF art.17 (1) LEF art.72 (2 lett. a) LTF art.75 LTF art.68 (1) LTF art.66 (1) LTF art.76 (1) LTF art.90 LTF
pignoramento
ordine gerarchico
beni immobili
potere di apprezzamento
procedura esecutiva
diritto d'usufrutto
violazione del diritto
Case law2012-09-26
art. 95 (2) LEF

in

5A 225/2012

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 95 cpv. 2 LEF, stabilendo che i beni mobili devono essere pignorati per primi, mentre i beni immobili possono essere pignorati solo se quelli mobili non sono sufficienti a coprire il credito. Nel caso concreto, il mobilio d'arredamento (unico bene mobile pignorabile) non bastava a coprire i crediti delle creditrici B.________SA e C.________, e non poteva essere oggetto di un successivo pignoramento a favore di D.________ (art. 110 cpv. 3 LEF). Pertanto, il Tribunale ha confermato la legittimità del pignoramento dei beni immobili, senza violazione dell'art. 95 cpv. 2 LEF. La ricorrente non ha dimostrato l'esistenza di altri beni mobili pignorabili (come la cartella ipotecaria o la rendita mensile), rendendo infondate le sue censure.

art.98 (4) LEF art.13 (1) RFF art.41 (1bis) LEF art.6 (1) CEDU art.110 (3) LEF art.93 LEF art.29 (2) Cost.
pignoramento
beni mobili
beni immobili
crediti
procedura esecutiva
diritto di essere sentito
processo equo
Case law2006-09-25
art. 95 (4bis) LEF

in

7B.162/2006

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 95 cpv. 4bis LEF, relativo alla possibilità per l'Ufficiale di esecuzione di derogare all'ordine legale di pignoramento qualora le circostanze lo giustifichino. Il ricorrente sosteneva che l'azione giudiziaria contro il credito e la sede all'estero della creditrice giustificassero la sostituzione del pignoramento del reddito con quello di un fondo. Tuttavia, il Tribunale ha rilevato che l'autorità di vigilanza aveva correttamente considerato l'interesse del creditore a pignorare beni più facilmente realizzabili, come previsto dall'art. 95 cpv. 1 LEF, e che il fondo del ricorrente era gravato da oneri ipotecari superiori al suo valore. Inoltre, il Tribunale ha sottolineato che la LEF non prevede un trattamento differenziato per i creditori domiciliati all'estero e che lo strumento per evitare conseguenze dannose da un'esecuzione ingiustificata è la sospensione dell'esecuzione ai sensi dell'art. 85a cpv. 2 LEF. Pertanto, il ricorso è stato respinto in quanto infondato.

art.85_a (2) LEF art.19 (1) LEF art.95 (1) LEF art.144 LEF
pignoramento di salario
ordine di pignoramento
minimo vitale
sospensione dell'esecuzione
creditori all'estero
interesse del creditore
abuso nell'apprezzamento
Case law1983-03-07
art. 95 (3) LEF

in

109 III 18

Il Tribunale federale ha analizzato l'art. 95 cpv. 3 LEF nel contesto della rivendicazione tardiva di beni pignorati. La corte ha stabilito che la decadenza del diritto di rivendicazione per abuso manifesto richiede che il proprietario abbia conoscenza personale del pignoramento dei beni specifici. Non è sufficiente la mera conoscenza di procedure esecutive generali contro il debitore. Inoltre, la buona fede impone al proprietario di agire tempestivamente solo se è a conoscenza del pignoramento dei suoi beni, specialmente se questi sono confusi con quelli del debitore. La corte ha annullato la decisione cantonale perché non aveva accertato se i beni rivendicati fossero gli stessi pignorati in presenza della ricorrente, né se quest'ultima avesse avuto conoscenza del pignoramento di ciascun bene.

art.107 (4) LEF art.91 (1) LEF art.210 CC art.224 CC art.244 CC
rivendicazione tardiva
abuso di diritto
buona fede
pignoramento
conoscenza personale
decadenza del diritto
procedura esecutiva
Case law1955-02-17
art. 95 (1) LEF

in

81 III 14

Il tribunale ha analizzato la deduzione delle spese mediche e farmaceutiche dal minimo vitale, stabilendo che tali spese possono essere dedotte se prevedibili, come nel caso di malattie croniche. La decisione cantonale ha incluso fr. 41,25 per spese mediche, giustificata da un certificato medico che attestava spese mensili di circa fr. 100. Dopo aver detratto il minimo vitale dalle entrate del debitore, l'autorità cantonale non può procedere a un'ulteriore riduzione della quota pignorabile in via equitativa. La decisione di limitare la trattenuta a fr. 250 invece di fr. 280 è stata criticata e considerata illegittima. In linea di principio, un aumento della trattenuta sul salario ha efficacia retroattiva al giorno del pignoramento complementare. Tuttavia, se il datore di lavoro ha già versato al debitore la parte non trattenuta, non può essere obbligato a versare nuovamente una parte dello stipendio all'ufficio di esecuzione. L'aumento della trattenuta può avere effetto retroattivo solo se il datore di lavoro deve ancora dello stipendio per i mesi passati.

pignoramento salario
minimo vitale
spese mediche
quota pignorabile
retroattività
autorità cantonale
trattenuta salario
Case law1955-02-17
art. 95 (1) LEF

in

81 III 14

{'calcolo_minimo_vitale': 'Il tribunale ha analizzato la deduzione delle spese mediche e farmaceutiche dal minimo vitale, stabilendo che tali spese possono essere dedotte se prevedibili, come nel caso di malattie croniche. La decisione cantonale ha incluso fr. 41,25 per spese mediche, giustificata da un certificato medico che attestava spese mensili di circa fr. 100.', 'riduzione_quota_pignorabile': "Dopo aver detratto il minimo vitale dalle entrate del debitore, l'autorità cantonale non può procedere a un'ulteriore riduzione della quota pignorabile in via equitativa. La decisione di limitare la trattenuta a fr. 250 invece di fr. 280 è stata criticata e considerata illegittima.", 'retroattività_aumento_trattenuta': "In linea di principio, un aumento della trattenuta sul salario ha efficacia retroattiva al giorno del pignoramento complementare. Tuttavia, se il datore di lavoro ha già versato al debitore la parte non trattenuta, non può essere obbligato a versare nuovamente una parte dello stipendio all'ufficio di esecuzione. L'aumento della trattenuta può avere effetto retroattivo solo se il datore di lavoro deve ancora dello stipendio per i mesi passati."}

pignoramento salario
minimo vitale
spese mediche
quota pignorabile
retroattività
autorità cantonale
trattenuta salario