LegalKite Logo
Search LegalKite

⌘K

We use cookies on our site.

Groups

Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999

Cost.·101

Sezione 8: Alloggio, lavoro, sicurezza sociale e sanità

Art. 113 Previdenza professionale71*

1 La Confederazione emana prescrizioni sulla previdenza professionale.

2 In tale ambito si attiene ai principi seguenti:

a.
la previdenza professionale, insieme con l’assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità, deve rendere possibile l’adeguata continuazione del tenore di vita abituale;
b.
la previdenza professionale è obbligatoria per i dipendenti; la legge può prevedere eccezioni;
c.
i datori di lavoro assicurano i dipendenti presso un istituto previdenziale; per quanto necessario, la Confederazione offre loro la possibilità di assicurare i lavoratori presso un istituto di previdenza federale;
d.
chi esercita un’attività indipendente può assicurarsi facoltativamente presso un istituto di previdenza;
e.
per dati gruppi d’indipendenti, la Confederazione può dichiarare obbligato­ria la previdenza professionale, in generale o per singoli rischi.

3 La previdenza professionale è finanziata con i contributi degli assicurati; almeno la metà dei contributi dei dipendenti è a carico del datore di lavoro.

4 Gli istituti di previdenza devono soddisfare alle esigenze minime prescritte dal diritto federale; per risolvere compiti speciali la Confederazione può prevedere misure a livello nazionale.

71* Con disposizione transitoria.

Case law2007-04-20
art. 113 (2) Cost.

in

B 120/05

Il Tribunale federale ha stabilito che, ai sensi dell'art. 113 cpv. 2 Cost., la previdenza professionale, insieme all'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità, deve garantire l'adeguata continuazione del tenore di vita abituale. Nel caso concreto, la Corte ha rilevato che la rendita di invalidità della previdenza professionale obbligatoria ha carattere vitalizio e non viene sostituita da una rendita di vecchiaia al raggiungimento dell'età pensionabile, a meno che il regolamento non preveda espressa trasformazione. Pertanto, la rendita di invalidità continuata, funzionalmente assimilabile a una prestazione di vecchiaia, non può essere ridotta per sovrassicurazione, in quanto le disposizioni di coordinamento (art. 34a LPP e 24 OPP 2) non includono le prestazioni di vecchiaia. Il ricorso è stato quindi respinto.

art.26 (3) LPP art.24 OPP 2 art.34a LPP art.66 (1) LPGA art.13 (1) LPP
previdenza professionale
rendita di invalidità
rendita di vecchiaia
sovrassicurazione
coordinamento delle prestazioni
carattere vitalizio
art. 113 Cost.
Case law2004-09-30
art. 113 (2) Cost.

in

B 53/04

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha esaminato la controversia relativa all'erogazione di una rendita di vecchiaia equivalente alla precedente rendita d'invalidità percepita da V.________. In base all'art. 26 cpv. 3 LPP, il diritto alle prestazioni d'invalidità si estingue con la morte o la cessazione dell'invalidità, ma la rendita d'invalidità ha carattere vitalizio e non viene automaticamente sostituita da una rendita di vecchiaia al raggiungimento dell'età pensionabile. Tuttavia, il regolamento può prevedere tale trasformazione, a condizione che la rendita di vecchiaia sia almeno equivalente a quella d'invalidità. Il Tribunale ha rilevato che l'art. 113 cpv. 2 lett. a Cost. ha carattere programmatico e non impone direttamente prestazioni concrete. Pertanto, nel caso di previdenza sovraobbligatoria, gli istituti di previdenza hanno discrezionalità nel determinare se sostituire la rendita d'invalidità con una rendita di vecchiaia di importo inferiore, purché ciò sia previsto dal regolamento. Nel caso specifico, il regolamento del Fonds de prévoyance des EMS prevedeva la cessazione della rendita d'invalidità al raggiungimento dell'età pensionabile e l'erogazione di una rendita di vecchiaia, il cui importo, sebbene inferiore, era legittimo in assenza di violazione del principio di equivalenza. Di conseguenza, il Tribunale ha annullato la decisione cantonale che aveva accolto la richiesta di V.________.

art.13 (1) LPP art.26 (3) LPP art.34 (1) LPP art.49 (1) LPP
rendita d'invalidità
rendita di vecchiaia
previdenza professionale
principio di equivalenza
discrezionalità degli istituti di previdenza
carattere programmatico
regolamento di previdenza
Case law2004-09-30
art. 113 (2) Cost.

in

B 38/04

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha esaminato la controversia relativa all'erogazione di una rendita di vecchiaia equivalente alla precedente rendita d'invalidità percepita da G.________. In base all'art. 26 cpv. 3 LPP, il diritto alle prestazioni d'invalidità si estingue con la morte o la cessazione dell'invalidità, ma la rendita d'invalidità ha carattere vitalizio e non viene automaticamente sostituita da una rendita di vecchiaia al raggiungimento dell'età pensionabile. Tuttavia, il regolamento può prevedere la trasformazione della rendita d'invalidità in una rendita di vecchiaia, che deve essere almeno equivalente. Il Tribunale ha rilevato che l'art. 113 cpv. 2 lett. a Cost. ha carattere programmatico e non impone direttamente prestazioni concrete. Pertanto, nel caso di specie, l'istituto di previdenza non era obbligato a erogare una rendita di vecchiaia equivalente a quella d'invalidità, soprattutto in assenza di una base statutaria specifica. Di conseguenza, il ricorso è stato accolto e la decisione cantonale annullata.

art.13 (1) LPP art.26 (3) LPP art.34 (1 lett. b) LPP art.49 (1) LPP
rendita d'invalidità
rendita di vecchiaia
previdenza professionale
carattere vitalizio
equivalenza delle prestazioni
art. 113 cpv. 2 Cost.
principio di equivalenza
Case law2004-09-30
art. 113 (2) Cost.

in

B 57/04

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha esaminato la controversia relativa all'erogazione di una rendita di vecchiaia equivalente alla rendita d'invalidità precedentemente corrisposta a L.________. Secondo l'art. 26 cpv. 3 LPP, il diritto alle prestazioni d'invalidità si estingue con la morte o la cessazione dell'invalidità, ma la rendita d'invalidità ha carattere vitalizio e non viene sostituita automaticamente da una rendita di vecchiaia al raggiungimento dell'età pensionabile. Tuttavia, il regolamento può prevedere la trasformazione della rendita d'invalidità in una rendita di vecchiaia, che deve essere almeno equivalente. Il Tribunale ha riconosciuto che, nella previdenza sovraobbligatoria, gli istituti di previdenza possono, in assenza di una base statutaria, sostituire la rendita d'invalidità con una rendita di vecchiaia di importo inferiore, rispettando il principio di equivalenza e il potere discrezionale degli istituti. Pertanto, l'operato della Fondazione ASPIDA, che ha erogato una rendita di vecchiaia inferiore, è stato ritenuto legittimo, annullando la decisioneza cantonale contraria.

art.13 (1) LPP art.26 (3) LPP art.34 (1 lett. b) LPP art.49 (1) LPP
rendita d'invalidità
rendita di vecchiaia
previdenza professionale
principio di equivalenza
potere discrezionale
regolamento di previdenza
giurisprudenza federale
Case law2004-08-31
art. 113 (2) Cost.

in

B 4/03

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha esaminato la controversia relativa all'erogazione di una rendita di vecchiaia equivalente alla precedente rendita d'invalidità, basandosi sull'art. 113 cpv. 2 lett. a Cost., che stabilisce che la previdenza professionale deve garantire il mantenimento del tenore di vita abituale. Tuttavia, il Tribunale ha rilevato che tale disposizione ha carattere programmatico e non impone direttamente prestazioni concrete. Inoltre, ha considerato che la sostituzione della rendita d'invalidità con una rendita di vecchiaia di importo inferiore non viola il principio di equivalenza, poiché la perdita previdenziale non è imputabile all'invalidità stessa. Il Tribunale ha quindi stabilito che, nell'ambito della previdenza sovraobbligatoria, gli istituti di previdenza hanno discrezionalità nel determinare se e come sostituire la rendita d'invalidità con prestazioni di vecchiaia, purché ciò sia previsto dal regolamento. Di conseguenza, ha annullato la decisione cantonale che aveva imposto al Fondo di erogare una rendita di vecchiaia equivalente a quella d'invalidità.

art.13 (1) LPP art.8 (1) LPP art.26 (3) LPP art.34 (1 lett. b) LPP
previdenza professionale
rendita d'invalidità
rendita di vecchiaia
principio di equivalenza
discrezionalità degli istituti di previdenza
art. 113 Cost.
previdenza sovraobbligatoria
Case law2004-08-31
art. 113 (2) Cost.

in

B 26/03

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha esaminato se, nell'ambito della previdenza complementare, la rendita d'invalidità erogata in base al contratto n. 1/28689 potesse essere sostituita, al raggiungimento dell'età pensionabile, da una prestazione di vecchiaia di valore inferiore, come stabilito nel contratto n. 1/28762. Il Tribunale ha rilevato che, secondo la giurisprudenza più recente, il principio per cui la rendita di vecchiaia deve essere almeno equivalente a quella d'invalidità non si applica alla previdenza sovraobbligatoria, poiché l'art. 113 cpv. 2 lett. a Cost. ha carattere programmatico e non impone prestazioni concrete. Inoltre, il Tribunale ha riconosciuto che obbligare un istituto di previdenza a fornire prestazioni senza contributi corrispondenti violerebbe il principio di equivalenza. Pertanto, la decisione cantonale, che aveva accolto la richiesta di mantenere la rendita d'invalidità, è stata annullata.

art.13 (1) LPP art.49 (2) LPP art.26 (3) LPP art.73 LPP
previdenza complementare
rendita d'invalidità
rendita di vecchiaia
principio di equivalenza
autonomia contrattuale
previdenza sovraobbligatoria
art. 113 Cost.
Case law1993-03-03
art. 113 (3.0) Cost.

in

119 II 307

Il Tribunale federale ha analizzato l'Art. 113 cpv. 3 Cost. nel contesto di un ricorso per il cambiamento del cognome di un figlio nato da genitori non coniugati. Il ricorrente sosteneva che la legislazione vigente fosse discriminatoria, in quanto non permetteva al figlio di assumere un cognome composto dai nomi di entrambi i genitori. Il Tribunale ha ribadito che, in virtù dell'Art. 113 cpv. 3 Cost., deve applicare le leggi federali anche se non rispettano la Costituzione, sottolineando che la revisione della legge spetta al legislatore e non al giudice. Inoltre, ha respinto l'argomento del ricorrente basato su una decisione del Bundesverfassungsgericht tedesco, poiché il Tribunale federale svizzero non ha il potere di esaminare la costituzionalità delle leggi. Infine, ha evidenziato che il ricorrente non era direttamente vittima della disparità di trattamento, ma piuttosto la donna, che non può mantenere o trasmettere il proprio cognome ai figli.

art.14 CEDU art.30 (2) CC art.160 (2) CC art.270 (1) CC art.270 (2) CC art.30 (1) CC
cambiamento di nome
figlio di genitori non coniugati
cognome composto
discriminazione
Art. 113 cpv. 3 Cost.
legge federale
interesse del figlio
Case law1978-11-28
art. 113 (3) Cost.

in

104 IB 288

Il Tribunale federale ha analizzato l'art. 113 cpv. 3 Cost. nel contesto dell'interpretazione costituzionale delle leggi, affermando che non si possono attribuire al legislatore intenzioni che limitino i diritti degli espropriati senza un esplicito testo legale. In particolare, il Tribunale ha respinto l'argomento secondo cui un espropriato che ha presentato opposizione perderebbe il diritto di richiedere un acconto ai sensi dell'art. 19bis cpv. 2 LEspr., poiché tale interpretazione sarebbe incostituzionale e contraria al principio di proporzionalità. Il Tribunale ha inoltre sottolineato che, in assenza di un'esplicita disposizione di legge, non si può opporre la perenzione del diritto di richiedere l'acconto se l'istanza non è presentata all'udienza di conciliazione.

art.41 LEspr art.76 (5) LEspr art.39 LEspr art.76 (2) LEspr
espropriazione
opposizione
acconto
perenzione
interpretazione costituzionale
proporzionalità
diritto amministrativo
Case law1975-08-26
art. 113 (3) Cost.

in

101 IA 163

Il Tribunale federale analizza l'art. 113 cpv. 3 Cost. nel contesto di un ricorso presentato dallo Stato italiano contro una decisione cantonale che ha respinto una richiesta di assistenza giudiziaria basata su un trattato internazionale. Il Tribunale stabilisce che, secondo l'art. 113 cpv. 3 Cost., i ricorsi per violazione di trattati internazionali sono ammessi solo se presentati da privati, non da Stati esteri che agiscono 'jure imperii'. Lo Stato italiano, in qualità di soggetto di diritto internazionale pubblico, non è legittimato a ricorrere al Tribunale federale per violazione di un trattato, ma può presentare una denuncia al Consiglio federale. Il Tribunale conferma la giurisprudenza secondo cui gli Stati esteri devono utilizzare i rimedi del diritto internazionale pubblico o le vie diplomatiche per far valere le violazioni di trattati, non i ricorsi interni. Inoltre, il Tribunale chiarisce che l'atto di ricorso presentato dallo Stato italiano deve essere considerato come una denuncia al Consiglio federale, che sarà trasmessa d'ufficio a tale autorità.

art.102 (2) Cost. art.102 (8) Cost.
ricorso di diritto pubblico
assistenza giudiziaria
trattati internazionali
legittimazione ricorsuale
denuncia al Consiglio federale
Stato estero
violazione di trattati
Case law1973-03-02
art. 113 (3) Cost.

in

99 IB 39

Il Tribunale federale analizza il rapporto tra il diritto internazionale e il diritto interno, in particolare riguardo all'art. 113 cpv. 3 Cst. La Corte conferma che il legislatore federale intende rispettare i trattati internazionali, a meno che non abbia deliberatamente deciso di emanare una norma interna contraria. In caso di dubbio, il diritto interno deve essere interpretato in conformità al diritto internazionale. Tuttavia, nel caso specifico, il Tribunale federale riconosce che l'Assemblea federale era consapevole delle possibili implicazioni del DF 1961/1970 sul diritto internazionale e ha comunque deciso di adottarlo, rendendo tale decreto vincolante per il Tribunale federale ai sensi dell'art. 113 cpv. 3 Cst. Pertanto, il Tribunale federale è tenuto ad applicare il DF 1961/1970 nonostante le possibili obiezioni basate sul Trattato del 1875.

diritto internazionale
diritto interno
trattati internazionali
acquisto di beni immobili
competenza del Tribunale federale
interpretazione conforme
obbligo di autorizzazione