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Codice penale svizzero del 21 dicembre 1937

CP·311.0

Istigazione
Art. 24

1 Chiunque intenzionalmente determina altri a commettere un crimine o un delitto è punito, se il reato è stato commesso, con la pena applicabile all’autore.

2 Chiunque tenta di determinare altri a commettere un crimine incorre nella pena prevista per il tentativo di questo crimine.

Case law2022-09-05
art. 24 (1) CP

in

148 IV 393

Il Tribunale federale analizza se sussista un concorso tra l'istigazione al furto (Art. 24 cpv. 1 CP) e la ricettazione (Art. 160 CP). La Corte di appello ticinese aveva ritenuto sussistere un concorso tra i due reati, basandosi su una giurisprudenza precedente (DTF 70 IV 63). Tuttavia, il Tribunale federale modifica la propria giurisprudenza, considerando la ricettazione come un atto posteriore non punibile (*acte subséquent impuni*) per l'istigatore, analogamente a quanto vale per l'autore del reato patrimoniale. La decisione si basa sulla teoria della partecipazione all'atto illecito (*Unrechtsteilnahmetheorie*), secondo cui l'istigatore è punito per il reato patrimoniale commesso dall'autore, e la successiva ricettazione è già assorbita dall'istigazione. Il Tribunale federale respinge quindi l'applicazione della teoria della corruzione (*Korruptionstheorie*), poiché l'istigazione non costituisce un reato indipendente ma una forma di partecipazione accessoria al reato principale.

art.160 CP art.49 CP art.47 CP art.139 CP
istigazione
ricettazione
concorso di reati
atto posteriore non punibile
teoria della partecipazione all'atto illecito
reato contro il patrimonio
giurisprudenza modificata
Case law2022-05-09
art. 24 (1) CP

in

6B 1450/2020

Il Tribunale federale ha analizzato l'applicazione dell'art. 24 cpv. 1 CP, stabilendo che l'istigazione consiste nel determinare altri a commettere un crimine o un delitto, presupponendo un rapporto di causalità tra l'atto d'incitamento dell'istigatore e la decisione dell'istigato di commettere il reato. L'istigatore deve esercitare un'influenza psichica diretta sulla formazione dell'altrui volontà, anche se l'istigato era già disposto ad agire. Nel caso specifico, il ricorrente, con le sue 'ordinazioni di sigarette a pagamento', ha determinato le impiegate a compiere furti supplementari, superando il ruolo di semplice cliente e configurando così l'istigazione al furto aggravato. La CARP ha correttamente applicato l'art. 24 cpv. 1 CP, ritenendo il ricorrente colpevole di istigazione.

art.24 (2) CP art.160 (1) CP art.49 CP art.47 CP art.25 CP
istigazione
rapporto di causalità
influenza psichica
reato aggravato
concorso di reati
ricettazione
commisurazione della pena
Case law2019-08-20
art. 24 (1) CP

in

6B 993/2017

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 24 cpv. 1 CP in relazione all'accusa di istigazione alla falsità in documenti. Il tribunale ha stabilito che l'istigazione richiede un'influenza psichica diretta sulla formazione della volontà dell'istigato e che l'elemento soggettivo del reato deve includere l'intenzione di provocare la decisione di commettere il reato. Nel caso specifico, il TPF ha ritenuto che non vi fosse prova sufficiente di un tale influsso psichico da parte di A.________ su V.________, portando al proscioglimento dell'imputato. Tuttavia, per quanto riguarda l'accusa relativa a W.________, il Tribunale federale ha rilevato che il TPF non aveva valutato adeguatamente le dichiarazioni di M.________, rendendo necessario un nuovo esame della questione.

art.157 CP art.305bis (2) CP art.158 (1) CP art.251 (1) CP art.305bis (3) CP art.305bis (1) CP
istigazione
falsità in documenti
riciclaggio di denaro
prescrizione
principio accusatorio
dolo eventuale
accessorietà limitata
Case law2015-05-18
art. 24 (2) CP

in

6B 920/2013

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 24 cpv. 2 CP nel contesto di un caso di istigazione ripetuta in assassinio (in parte tentata) e appropriazione indebita. La Corte ha confermato la condanna della ricorrente, ritenendo che la Corte di Appello e di Revisione Penale del Cantone Ticino (CARP) non abbia commesso arbitrio nell'accertare i fatti e nel valutare le prove. La CARP ha basato la sua decisione su un insieme di indizi convergenti, tra cui le dichiarazioni di due correi, F.________ e il figlio della ricorrente, nonostante alcune incongruenze. Il Tribunale federale ha ribadito che l'istigazione, anche se indiretta, è punibile ai sensi dell'art. 24 CP, anche quando l'istigato non abbia commesso il reato. La ricorrente è stata ritenuta colpevole di aver chiesto a F.________ e al figlio di trovare qualcuno per uccidere il marito, con l'intento di liberarsi di lui. La condanna per appropriazione indebita è stata confermata poiché la ricorrente ha prelevato fondi dal conto del marito con l'intenzione di appropriarsene, senza avere la volontà di restituirli.

art.6 (3) CEDU art.139 (1) CPP art.24 (1) CP art.138 CP art.9 Cost. art.10 (2) CPP
istigazione in assassinio
appropriazione indebita
valutazione delle prove
arbitrio giudiziario
istigazione indiretta
dolo eventuale
comunione ereditaria
Case law2015-05-18
art. 24 (1) CP

in

6B 920/2013

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 24 cpv. 1 CP nel contesto di un caso di istigazione ripetuta in assassinio (in parte tentata) e appropriazione indebita. La Corte ha confermato la condanna della ricorrente, ritenendo che le sue azioni costituissero un'istigazione indiretta all'assassinio del marito, sia attraverso richieste a F.________ di trovare un sicario, sia attraverso la richiesta al figlio di fare altrettanto. La Corte ha ritenuto che la ricorrente avesse esercitato un'influenza psichica diretta sulla decisione del figlio di commettere l'omicidio, nonostante quest'ultimo avesse agito personalmente invece di reclutare un terzo. La valutazione delle prove, inclusi i comportamenti successivi alla morte del marito e le dichiarazioni dei testimoni, è stata considerata sostenibile e non arbitraria. Inoltre, la Corte ha confermato la condanna per appropriazione indebita, ritenendo che la ricorrente avesse agito con l'intenzione di procurarsi un indebito profitto prelevando fondi dal conto del marito defunto.

art.24 (2) CP art.6 (3) CEDU art.139 (1) CPP art.138 CP art.9 Cost. art.10 (2) CPP
istigazione in assassinio
appropriazione indebita
valutazione delle prove
arbitrio
dolo eventuale
rapporto di causalità
beneficio indebito
Case law2015-05-18
art. 24 CP

in

141 IV 201

Il Tribunale federale ha analizzato l'istigazione indiretta tentata a un crimine, in particolare se l'[art. 24 cpv. 2 CP] punisca anche il tentativo di istigazione di secondo grado. La ricorrente ha chiesto a F. di trovare qualcuno per uccidere il marito, ma F. ha rifiutato. Il Tribunale ha stabilito che la richiesta era specifica, indicando il reato (contro la vita), la vittima e il comportamento richiesto (reperire e ingaggiare un assassino). Poiché F. non ha agito, si tratta di un tentativo di istigazione indiretta. La dottrina è divisa: alcuni sostengono che l'istigazione di secondo grado non sia punibile, altri che lo sia, poiché l'[art. 24 cpv. 2 CP] deroga al principio di accessorietà reale. Il Tribunale ha accolto quest'ultima opinione, affermando che l'[art. 24 cpv. 2 CP] non esclude il tentativo di istigazione indiretta, poiché l'intenzionalità dell'istigatore si riferisce alla lesione del bene giuridico, non a una semplice minaccia. La pena deve considerare la gravità del tentativo e la prossimità del risultato.

istigazione indiretta
tentativo di istigazione
accessorietà reale
bene giuridico
intenzionalità
istigazione di secondo grado
commisurazione della pena
Case law2015-05-18
art. 24 (1) CP

in

141 IV 201

Il Tribunale federale ha analizzato l'istigazione indiretta tentata a un crimine, in particolare se l'istigazione di secondo grado (ovvero l'istigazione di un altro a istigare un terzo) sia punibile. La ricorrente aveva chiesto a F. di trovare qualcuno per uccidere il marito, ma F. ha rifiutato. La corte ha stabilito che l'istigazione era specifica (reato contro la vita, vittima designata, comportamento richiesto) e che, sebbene indiretta, era punibile ai sensi dell'Art. 24 cpv. 2 CP. La dottrina è divisa: alcuni ritengono che l'istigazione indiretta non sia punibile se l'istigatore diretto non ha agito, mentre altri sostengono che l'Art. 24 cpv. 2 CP deroghi al principio di accessorietà reale, rendendo punibile anche il tentativo di istigazione indiretta. Il Tribunale federale ha aderito a quest'ultima opinione, sottolineando che l'intenzionalità dell'istigatore indiretto è rivolta alla lesione del bene giuridico, non a una semplice minaccia. La pena deve essere commisurata in base alla gravità del tentativo e alla vicinanza al risultato.

art.24 (2) CP
istigazione indiretta
tentativo di istigazione
accessorietà reale
bene giuridico
intenzionalità
commissione di crimine
punibilità
Case law2015-05-18
art. 24 (2) CP

in

141 IV 201

La ricorrente ha chiesto a F. di trovare qualcuno per uccidere il marito, ma F. ha rifiutato. La richiesta era specifica riguardo al reato (contro la vita), alla vittima e al comportamento da adottare (reperire e ingaggiare qualcuno). Poiché F. non ha agito, si tratta di un tentativo di istigazione indiretta. La dottrina è divisa sulla punibilità del tentativo di istigazione di secondo grado. Alcuni sostengono che non sia punibile perché l'istigatore indiretto è più distante dal risultato del reato. Altri, invece, ritengono che l'art. 24 cpv. 2 CP deroghi al principio dell'accessorietà reale e che il tentativo di istigazione indiretta sia punibile anche se l'istigatore diretto non ha intrapreso alcuna azione. La Corte federale aderisce a quest'ultima opinione, affermando che l'art. 24 cpv. 2 CP non esclude il tentativo di istigazione indiretta e che la gravità del tentativo deve essere considerata nella commisurazione della pena. Nella fattispecie, la Corte cantonale ha tenuto conto di questi aspetti.

istigazione indiretta
tentativo di istigazione
accessorietà reale
bene giuridico tutelato
commisurazione della pena
reato contro la vita
volontà criminosa
Case law2011-05-20
art. 24 (1) CP

in

6B 621/2010

Il Tribunale federale ha esaminato l'applicazione dell'art. 24 cpv. 1 CP, relativo all'istigazione a favoreggiamento, nel caso dell'avv. A.________, accusata di aver determinato D.________ a nascondere un armadietto contenente documenti rilevanti per un'inchiesta penale. La Corte cantonale aveva prosciolto l'avv. A.________, ritenendo arbitraria la conclusione del giudice di primo grado secondo cui l'avvocata avesse agito con l'intento di sottrarre prove agli inquirenti. Il Tribunale federale ha confermato la decisione cantonale, sottolineando che l'avv. A.________ aveva agito sulla base di ragioni plausibili fornite dal cliente (proteggere documenti personali dalla moglie) e che non vi erano elementi oggettivi per dimostrare che avesse considerato la rilevanza penale dei documenti. Pertanto, è stato escluso il dolo eventuale richiesto dall'art. 24 cpv. 1 CP.

art.305 (1) CP art.105 (1) LTF art.68 (2) LTF art.66 (4) LTF art.12 (3) CP art.12 (2) CP
istigazione a favoreggiamento
dolo eventuale
arbitrio nell'accertamento dei fatti
procedura penale
diritto di difesa
valutazione delle prove
elemento soggettivo del reato
Case law1989-05-25
art. 24 CP

in

115 IV 161

Il ricorrente e S. hanno pianificato una rapina notturna in una stazione di servizio sul Monte Ceneri, con l'uso di un'arma carica. Le Corti cantonali hanno stabilito che il ricorrente, al momento della decisione, non solo conosceva ma accettava l'eventualità che S. potesse sparare per uccidere. La Corte di cassazione penale conferma che il dolo eventuale è sufficiente per ammettere la correità, in quanto il ricorrente ha collaborato in modo determinante alla decisione e alla pianificazione del reato, accettando consapevolmente gli eventi risultanti dagli atti ulteriori commessi. La correità non richiede una decisione comune espressa, ma può risultare da atti concludenti, purché vi sia un'intenzione delittuosa condivisa e un'accettazione tacita degli sviluppi del piano criminoso.

correità
dolo eventuale
piano delittuoso
decisione comune
atti concludenti
omicidio
rapina