Il Tribunale federale ha analizzato l'istigazione indiretta tentata a un crimine, in particolare se l'[art. 24 cpv. 2 CP] punisca anche il tentativo di istigazione di secondo grado. La ricorrente ha chiesto a F. di trovare qualcuno per uccidere il marito, ma F. ha rifiutato. Il Tribunale ha stabilito che la richiesta era specifica, indicando il reato (contro la vita), la vittima e il comportamento richiesto (reperire e ingaggiare un assassino). Poiché F. non ha agito, si tratta di un tentativo di istigazione indiretta. La dottrina è divisa: alcuni sostengono che l'istigazione di secondo grado non sia punibile, altri che lo sia, poiché l'[art. 24 cpv. 2 CP] deroga al principio di accessorietà reale. Il Tribunale ha accolto quest'ultima opinione, affermando che l'[art. 24 cpv. 2 CP] non esclude il tentativo di istigazione indiretta, poiché l'intenzionalità dell'istigatore si riferisce alla lesione del bene giuridico, non a una semplice minaccia. La pena deve considerare la gravità del tentativo e la prossimità del risultato.
istigazione indiretta
tentativo di istigazione
accessorietà reale
bene giuridico
intenzionalità
istigazione di secondo grado
commisurazione della pena